Italian added content crossing borders

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5 February 2019

In 2018 there was a drop in audience numbers in German cinemas, whilst the market for added content remained stable
(by Elisabetta Brunella)

It’s one of the five leading markets in western Europe, yet, according to the figures already available, in 2018 it may only just have cleared one hundred million ticket sales, the conventional threshold separating the big five from other territories. We’re talking about Germany which, after recording a total of about 122 million spectators in 2017, suffers a drop estimated at around 16%, well above the dips that have also marked Italy, France and Spain but from which the UK has escaped unharmed. Yet even on the German market there is one sector that didn’t decrease in 2018: that of added content. Says Thomas Schülke, one of the greatest experts in this relatively new sector of the German cinema industry in which figures and information are still scarce: "Added content and event cinema knew a very important growth in 2017: the content available is on the increase, as well as the cinemas that offer it to their audiences. Exhibitors are becoming increasingly more open to this type of programming. They realize that added content makes it possible to reach new sectors of the general public and make the big screen more attractive on weekdays while producers – especially music producers - see cinemas as a new channel of distribution. I myself have experienced it over the past few days, when bringing to cinemas, together with Piece of Magic, an international success like André Rieu’s New Year concert." This positive swing regards box office, too, which Schülke estimates as around 15 million euros. How much does it cost to watch added content on the big screen? "Opera or ballet generally cost about 25 euros, with peaks of over 30, whilst a pop music concert is round 15 euros. This means that the average ticket price comes to almost 16 euros. In other words, a little less than twice the average price for a film."

The content that has taken root in Germany up to now ranges from opera from the MET, distributed by Clasart, to ballet from the Bolshoi, which, together with the Comédie Française, is distributed by Kinostar. The role played by content originating in the UK is very important. Cinemaconsult, the company created by Schülke, deals with the distribution of productions by the Royal Opera House and the Royal Ballet working for Trafalgar Releasing, whilst, directly from England, Seventh Art distributes the art-based films produced by Exhibition on Screen thanks to collaboration with prestigious museums.

To Phil Grabsky, founder of EOS, the panorama of German cinema is interesting, though very demanding. As well as managing delivery, translation into German and marketing, the company deals with finding the cinemas (Germany has almost 5,000 screens) best suited to offering art-based content. "The German market is not easy," maintains Grabsky, "I can understand why several distributors avoid dealing with it. There is no guarantee of a return, whereas there are markets where added content can obtain better results like, for instance, Italy. Nevertheless, since Germany has a prestigious film culture and many movie theatres that focus on quality, I believe in working with a long-term perspective. This is why the German market continues to be one of the 63 territories on which we distribute our productions. We begin 2019 with five titles devoted to painting, starting with "Degas. Passion for Perfection" and we’ll be continuing from 2019 to 2020 with four classical music productions".
The UK is also home to More2Screen, the company founded by Christine Costello in 2006, amongst the first to invest in added content, perceiving its potential for cinemas as they underwent the digital shift. In Germany Costello offers pop music and dance as well as theatre, ranging from a contemporary production such as the musical "Everybody's talking about Jamie" to "The Winter’s Tale" from Shakespeare’s Globe. Amongst its most faithful customers are Filmkunstkinos, a company that manages several art screens in Düsseldorf. Kalle Somnitz, one of the owners, believes that the opportunity to screen content of a cultural and artistic nature has been one of the most important novelties introduced by the digitization for cinemas that focus on quality. These cinemas are represented in Germany by AG Kino. Its Manager, Felix Bruder, tells us that in 2018 this sort of cinema suffered less from the dip in audiences. He estimates around -8%, as opposed to -16%. Could this also be the merit of the fine performance by added content? As yet, it is a little too soon to tell, since the final figures are still lacking, but it is certainly an idea to bear in mind.


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5 febbraio 2019

Nel 2018 sono calati gli spettatori nei cinema tedeschi, ma il mercato dei contenuti aggiuntivi resta stabile
(di Elisabetta Brunella)

Fa parte dei cinque grandi mercati cinematografici dell’Europa occidentale, ma nel 2018, stando ai dati disponibili mentre scriviamo questo testo, potrebbe aver giusto superato i cento milioni di biglietti venduti, la soglia che convenzionalmente separa i big five dagli altri territori. Si tratta della Germania che, dopo aver totalizzato poco più di 122 milioni di spettatori nel 2017, soffre di un calo stimato intorno al 16%, di gran lunga superiore alle limature che hanno interessato anche Italia, Francia e Spagna e da cui il Regno Unito è uscito indenne. Eppure anche sul mercato tedesco c’è un settore che nel 2018 è rimasto stabile: quello dei contenuti aggiuntivi. Ce ne parla Thomas Schülke, considerato uno dei massimi esperti di questo campo, un comparto dell’industria cinematografica tedesca relativamente nuovo e in cui i dati e le informazioni ancora scarseggiano. "I contenuti aggiuntivi e il cosiddetto "event cinema" hanno avuto un forte incremento nel ‘17: sono aumentati i contenuti disponibili, ma anche i cinema che li propongono al proprio pubblico. Gli esercenti stanno infatti diventando sempre più aperti a questo tipo di programmazione. Così essi da una parte si rendono conto che i contenuti aggiuntivi consentono di raggiungere nuovi segmenti di pubblico e di rendere più attraente il grande schermo nelle giornate infrasettimanali, dall’altra i produttori vedono nei cinema un ulteriore canale di diffusione. Lo sanno benissimo i produttori musicali. Ed io l'ho sperimentato anche in questi giorni, portando nelle sale, con Piece of Magic, un successo internazionale come il concerto per il nuovo anno di André Rieu". Questo slancio positivo riguarda ovviamente anche il box office che Schülke stima intorno ai 15 milioni di euro e. Ma quanto costa vedere i contenuti aggiuntivi sul grande schermo? "L'opera o il balletto costano generalmente intorno ai 25 euro, con punte anche oltre i 30, mentre un concerto di musica popolare circa 15 euro. Questo fa sì che il prezzo medio del biglietto arrivi quasi a 16 euro, ovvero poco meno del doppio del prezzo medio per i film."
I contenuti che si sono affermati sinora in Germania spaziano dalle opere del Metropolitan, distribuite da Clasart Classic, ai balletti del Bolshoi, diffusi, insieme con le rappresentazioni della Comédie Française, da Kinostar. Mentre Rising Alternative porta un mix di opere sia in diretta sia registrate in cui spicca la produzione del Liceu di Barcellona, particolarmente importante è il ruolo di contenuti che hanno origine nel Regno Unito. Cinemaconsult, la società creata da Thomas Schülke, cura infatti, lavorando per Trafalgar Releasing, la distribuzione delle produzioni sia della Royal Opera House sia del Royal Ballet, mentre Seventh Art distribuisce direttamente dall'Inghilterra i contenuti di Exhibition on Screen, cioè i documentari d'arte realizzati grazie alla collaborazione con prestigiosi musei europei.
Per Phil Grabsky, il fondatore di EOS, lo scenario cinematografico tedesco è interessante, anche se molto impegnativo. La sua società, oltre ad occuparsi della delivery, della traduzione in tedesco, del marketing e della promozione, cura la ricerca dei cinema (la Germania conta quasi 5.000 schermi) più adatti a proporre i contenuti art-based.
"Il mercato tedesco non è facile" - sostiene Grabsky - capisco perché diversi distributori non vi si impegnino. Il ritorno non è garantito mentre ci sono mercati dove i contenuti aggiuntivi possono ottenere risultati commercialmente più positivi, come per esempio l'Italia. Tuttavia, visto che la Germania ha una prestigiosa cultura cinematografica e un'ampia rete di sale che puntano sulla qualità, credo in un lavoro a lungo termine. Per questo quello tedesco continua ad essere uno dei 63 territori in cui distribuiamo le nostre produzioni. Iniziamo il 2019 con cinque titoli dedicati alla pittura, a partire da "Degas. Passion for Perfection" e continueremo tra il 2019 e il 2020 con quattro produzioni sulla musica classica".
Sempre nel Regno Unito ha sede More2Screen, la società fondata da Christine Costello, che tra i primi, cioè già nel 2006, ha investito nei contenuti aggiuntivi vedendone le potenzialità nei cinema nel momento della transizione al digitale. In Germania Costello porta musica pop così come danza e teatro, spaziando da una produzione contemporanea come il musical "Everybody's talking about Jamie" dell'Apollo Theatre a "The Winter’s Tale" del Shakespeare’s Globe. Tra i suoi clienti più affezionati figura Filmkunstkinos, la società che gestisce diversi cinema d'essai a Düsseldorf. Kalle Somnitz, uno dei proprietari, sostiene che la possibilità di mostrare contenuti aggiuntivi a carattere culturale ed artistico sia stata una delle più importanti novità portate dalla digitalizzazione delle sale. Una novità particolarmente importante per le sale che puntano sulla qualità. Questi cinema sono rappresentati in Germania dall'associazione AG Kino. Il suo segretario generale, Felix Bruder, ci dice che questo tipo di sale ha sofferto meno del calo degli spettatori del 2018. Stima un -8% rispetto al -16%. Che sia stato anche un po' merito della buona performance dei contenuti aggiuntivi? Un po' presto per affermarlo quando ancora mancano i dati definitivi, ma sicuramente un'ipotesi da considerare.


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